Monti e le ragioni di una "Scelta amara"

Una scelta "amara ma lucida", presa per unire di più chi ha a cuore il progetto Scelta Civica "ma anche per isolare quei pochi che, ottenuto il loro seggio in Parlamento o al governo con il nostro simbolo, che allora, anche per loro insistenza, recava il mio nome, oggi vogliono "superare" Scelta Civica, in nome di nuovi progetti che appaiono non coerenti con i nostri valori costitutivi e che, comunque, non sono mai stati portati in discussione negli organi decisionali". Lo scrive il senatore a vita Mario Monti nella lettera con cui ha annunciato la sua volontà di dimettersi da presidente del partito.
16 AGO 20
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Una scelta "amara ma lucida", presa per unire di più chi ha a cuore il progetto Scelta Civica "ma anche per isolare quei pochi che, ottenuto il loro seggio in Parlamento o al governo con il nostro simbolo, che allora, anche per loro insistenza, recava il mio nome, oggi vogliono "superare" Scelta Civica, in nome di nuovi progetti che appaiono non coerenti con i nostri valori costitutivi e che, comunque, non sono mai stati portati in discussione negli organi decisionali". Lo scrive il senatore a vita Mario Monti nella lettera con cui ha annunciato la sua volontà di dimettersi da presidente del partito. Prosegue l'ex premier nella dichiarazione allegata alla sua lettera di dimissioni da presidente: "Non posso non intendere la dichiarazione degli "undici più uno" senatori come una mozione di sfiducia nei miei confronti. Ne prendo atto. Rassegno le dimissioni da presidente di Scelta Civica".
GLI 11 PIU' UNO - "Undici senatori appartenenti al Gruppo di Scelta Civica – i senatori Albertini, Casini, De Poli, Di Biagio, Di Maggio, D'Onghia, Luigi Marino, Merloni, Olivero, Lucio Romano, Maurizio Rossi – hanno rilasciato una loro dichiarazione congiunta", sulla legge di stabilità, spiega ancora Monti: "E' difficile non convenire con il pochissimo che viene detto in ordine alla valutazione del ddl ("è un primo passo nella giusta direzione"). All'elenco Monti aggiunge il nome del ministro della Difesa, Mario Mauro. Quanto alle sorti del partito, Monti aggiunge: "La presidenza verrà assicurata dal vicepresidente vicario Alberto Bombassei, fino all'attivazione delle procedure previste dallo Statuto per la nomina del nuovo presidente. Domani lascerò il gruppo SC del Senato e chiederò l'iscrizione al gruppo misto", aggiunge ancora il senatore Monti che assicura: "Nella mia veste di senatore a vita, non verrà meno il mio impegno per contribuire all'affermazione di quei valori e di quella visione per i quali, confido, quanti hanno aderito al progetto di Scelta Civica per l'Italia continueranno a battersi".
L'APPOGGIO AL GOVERNO LETTA - "La posta in gioco è troppo elevata: a volte qualche strattone può essere utile e necessario, senza dover essere accusato di oscure trame volte a mettere a repentaglio la vita del governo presieduto da Letta", scrive Monti nella lettera con cui ha annunciato ai gruppi parlamentari la sua volontà di dimettersi da presidente di Scelta civica. Poi prosegue: "Considero totalmente infondato il pretesto con il quale si è cercato di giustificare una presa di distanza da Scelta Civica e dal suo presidente, l'insufficiente appoggio al Governo Letta, se non addirittura una crescente ostilita'", puntualizza. "Vi sono state certo decisioni del governo – riprende l'ex premier – che abbiamo criticato, essenzialmente quella sull'Imu e le sue ricadute sul ddl Stabilità, sulle quali il governo non ha ritenuto di prendere in considerazione proposte alternative presentate da Scelta Civica. Invece si è trattato soprattutto di stimoli al governo per rafforzarne la capacità di resistenza alle pretese dei due partiti maggiori e per accrescerne la chiarezza di orientamento sul medio periodo, come si sarebbe ottenuto grazie al "contratto di coalizione" che avevamo chiesto".
Linee che, sottolinea l'ex presidente del Consiglio, "sono sempre state discusse e approvate dagli organi competenti del partito. E' paradossale accusare Scelta Civica di non dare adeguato sostegno al governo, quando in questi mesi – rilancia il professore – le turbolenze, le minacce e i diktat al governo sono venuti piuttosto dal Pd, impegnato in vivaci dibattiti precongressuali, e soprattutto dal Pdl, che ha cercato di usare il governo, a volte riuscendoci, per adempiere a carico dello Stato alle sue promesse elettorali".
"Contribuire all'azione di governo attraverso suggerimenti, critiche costruttive e proposte alternative mettendo così a frutto le preziose competenze di cui dispone Scelta Civica, costituisce a mio avviso il modo migliore per rafforzare la tenuta di un governo che – osserva ancora Monti – deve coraggiosamente imboccare nuove strade per modificare profondamente le asfittiche e polverose strutture produttive del paese, pena una sua rapida e forse irreversibile decadenza".
La lettera di dimissioni dalla presidenza di Scelta civica era stata inviata il 17 ottobre da Monti al vice presidente Alberto Bombassei ed è stata resa nota oggi a poche ore dal direttivo del partito. Il senatore a vita aveva spiegato le ragioni della proria decisione e il suo punto di vista sulla manovra economica dell'attuale esecutivo guidato dal premier Enrico Letta anche nel corso della trasmissione "In mezz'ora" andata in onda domenica scorsa: